Il Comprensorio e le opere di bonifica
Il comprensorio di competenza del Consorzio di Bonifica "Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento" si estende su di una superficie di 57.355 Ha ed interessa, in tutto o in parte, i territori di dodici comuni: Annone Veneto, Caorle, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, San Michele al Tagliamento, Santo Stino di Livenza, Teglio Veneto, in provincia di Venezia e Motta di Livenza, in provincia di Treviso.
Il comprensorio, delimitato dalle arginature del fiume Livenza ad Ovest e del fiume Tagliamento ad Est, è attualmente attraversato in direzione Nord-Sud, da una serie di collettori naturali ed artificiali che possono essere raggruppati nei seguenti cinque sistemi idraulici: il Malgher-Fosson, il Loncon, il Lemene, che riceve presso Portogruaro il fiume Reghena, il Taglio, con l'affluente Lugugnana, e le Rogge del Molino e Vidimana, Di questi, i primi tre trovano sbocco nel mare adriatico attraverso il canal e lagunare Nicesolo, il quarto sistema utilizza a tal fine il canale lagunare dei Lovi, mentre le rogge del Molino e Vidimana si immettono direttamente nel fiume Tagliamento. I predetti corsi d'acqua hanno origine a Nord del comprensorio, in regione Friuli Venezia-Giulia e vengono alimentati dalle acque che scaturiscono lungo la linea delle risorgive; quindi percorrono il territorio veneto raccogliendo per gravità le acque di deflusso superficiali.
Poco a Sud di Portogruaro la quota media dei terreni è al livello del medio mare e si porta sino a 3 metri al di sotto del livello del medio mare nelle zone più a valle, a ridosso della fascia litoranea. Per tale motivo questi corsi d'acqua nel loro tratto terminale non sono più in grado di ricevere naturalmente le acque di sgrondo superficiali e proseguono quindi arginati verso l'Adriatico, andando a costituire i recipienti di ricezione dei deflussi artificiali degli impianti idrovori attivi nei bacini di bonifica
I cinque sistemi idraulici definiti, con i loro affluenti secondari, delimitano 44 bacini di scolo autonomi per una superficie complessiva di 59.539 ettari. Di questi, 1.736 ettari sono rappresentati da territori fuori comprensorio scolanti nella rete idraulica dei bacini di bonifica consorziali. Il sistema di bonifica fa sostanzialmente riferimento alla rete di canali, in genere a cielo aperto, che, sviluppandosi diffusamente nel territorio comprensoriale per una lunghezza complessiva di 782 km, ne assicura lo scolo delle acque in occasione degli eventi meteorici, ed al sistema di arginature, che si sviluppa per una lunghezza complessiva di 269 km, posto a difesa del territorio dalla invasione da parte della marea e delle piene dei corsi d'acqua naturali. A causa delle condizioni altimetriche sopra richiamate, nel 60% del territorio comprensoriale, in cui ricadono tutti i principali centri urbani e turistici dell'area, lo scolo delle acque viene assicurato dall'azione degli impianti idrovori consorziali: attualmente sono attive 40 stazioni di sollevamento, dotate di una portata complessiva di circa 200 m3/s e gestite con sistemi di automazione e telecontrollo. L'irrigazione si svolge sostanzialmente attraverso 3 sistemi distributivi che, con modalità diverse, provvedono alla "consegna dell'acqua irrigua all'azienda". Il sistema distributivo principale è quello dell'irrigazione di soccorso che si serve della rete di canali di scolo ad uso misto. Questa interessa una superficie di circa 13.000 ettari ed è operata attraverso la rete di canali che può svolgere la duplice funzione di scolo e di irrigazione. Un secondo sistema, presente su circa 3.000 ettari situati nel settore sud-orientale del comprensorio, utilizza una rete distributiva complementare ad esclusivo uso irriguo. Il terzo sistema adotta, diversamente dai precedenti, tecnologie moderne in grado di ottenere elevati indici di efficienza dell'operazione distributiva, con evidente risparmio di risorsa idrica e notevole tempestività di intervento. Esso si serve di una rete in condotta i pressione con distribuzione a punti di consegna aziendali, che servono una superficie complessiva di circa 1.400 ettari.






